HIPA 2019: la foto vincitrice è un falso (?)

HIPA 2019: la foto vincitrice è un falso (?)

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Da un paio di settimane non si parla d’altro. La foto vincitrice dell’importante concorso fotografico HIPA, acronimo di Hamdan International Photography Awards, sembra essere frutto di una messa in scena. Infatti, il fotografo vincitore Edwin Ong Wee Kee, ha realizzato lo scatto, valso la vincita di 120K, in una sessione di ritratto organizzato. Tra le numerose critiche ed indignazioni relative a questo accaduto, mi è sembrato giusto dire anche la mia ed aprire con voi una discussione che potrà essere molto utile a tutti noi.

HIPA 2019: tra etica, fotografia e legalità

Il concorso fotografico HIPA è uno dei concorsi più famosi e conosciuti al mondo, un evento che porta ogni anno in mostra i migliori scatti realizzati da qualsiasi tipologia di fotografo: professionista e non. Quest’anno il tema era la “Speranza” e lo scatto di Edwin Ong Wee Kee che mette in evidenza il profondo amore tra una madre e suoi figli, amore che va oltre ogni cosa e ogni ostacolo, è riuscito a colpire in pieno la giura del concorso.

HIPA 2019

Un recente scatto del dietro le quinte ha però messo in discussione quest’immagine che sembra essere frutto di una messa in scena. L’indignazione da parte dei fotografi professionisti è stata davvero impressionante tanto da assumere nei confronti del fotografo malese un odio quasi viscerale. Perché, parliamoci chiaro, Edwin Ong Wee Kee non è neanche un vero fotografo ma un medico con la passione per la fotografia.

Forse è stato questo aspetto a creare un forte malcontento tra i fotografi moderni, soprattutto i fotogiornalisti, che sono ormai stanchi di vedere come il loro lavoro sia sempre e comunque messo da parte rispetto ad altri. In questo grande e ampio calderone di accuse e critiche si evidenziano però tre aspetti ancora più importanti al fine del nostro discorso: quello etico, quello legale e quello fotografico.

HIPA 2019: aspetto etico dello scatto

Non è la prima volta che parliamo di etica nella fotografia in questo blog. In passato abbiamo analizzato insieme questo aspetto nel campo della fotografia di strada evidenziandone le sue principali caratteristiche. Qui però il discorso è un pò diverso poiché in mezzo rientrano, oltre ad una somma di denaro molto importante, anche una diffusione e pubblicizzazione dello scatto su scala mondiale.

HIPA 2019

Eticamente parlando lo stesso Edwin Ong Wee Kee doveva sicuramente annotare sotto la sua immagine il luogo e il contesto in cui era stata realizzata per rendersi comunque trasparente nei confronti degli altri partecipanti al concorso. Il fatto che sia uscita fuori questa notizia dell’effettiva falsità dell’immagine è un colpo grosso, non soltanto per gli organizzatori, ma anche per lo stesso fotografo che ha perso credibilità nel campo artistico e giornalistico. Insomma, un grosso danno per tutti noi.

HIPA 2019: aspetto fotografico dello scatto

Parliamo ora dell’aspetto che sicuramente creerà maggiore discussione. Slegando questa fotografia dal suo contesto del concorso, e da tutte le critiche ricevute, cosa rimane effettivamente di questo scatto? Bhè, la risposta è molto semplice: l’immagine in questione riesce a colpirci per la sua forza data questo profondo ed evidente legame tra la madre e i propri figli.

HIPA Robert Capa
© Robert Capa

Non è importante il fatto che sia stata realizzata al seguito di una sessione di ritratto o durante una camminata per le strade povere thailandesi, quello che rimane fondamentale è il messaggio che il fotografo vuole comunicarci e trasmetterci. Parliamoci chiaro, non è neanche la prima volta che i fotografi vengono criticati per un’apparente falsità dei loro scatti, basti pensare alla famosa immagine del miliziano spagnolo di Robert Capa.

Il fatto che oggi si discuta dell’effettiva falsità di queste immagini è il chiaro segno di come non si sia ancora concepito come il mezzo fotografico menta sempre, anche quando pensiamo di essere nel giusto. La foto vincitrice del concorso è così forse veramente la migliore tra quelle proposte, ma non sicuramente quella eticamente più corretta.

HIPA 2019: aspetto legale dello scatto

Ultimo, ma non meno importante, è l’aspetto legale di quest’immagine. Molti hanno considerato ingiusto il fatto che fosse stato premiato uno scatto che non rientra nelle norme del concorso senza però realmente conoscere le regole di quest’ultimo. Sembra infatti che l’HIPA non sia un concorso strettamente fotogiornalistico per questo motivo, la foto vincitrice, può tranquillamente rientrare nella premiazione anche se è stata frutto di una falsa realizzazione.

© Gianluca De Dominici

Insomma, ad uscirne illeso è lo stesso fotografo che, a discapito della propria “faccia”, potrà quasi sicuramente tenere il sostanzioso premio. A rimanere sconfitti da tutto ciò sono soprattutto tutti quei fotografi che ogni giorni ci mettono l’anima e il corpo per creare dei progetti fotografici, o degli scatti, che vadano oltre alla semplice partecipazione ad un concorso. La fotografia è meravigliosa per la sua libertà e la sua democraticità anche se, a volte, sembra essere solo un mezzo finalizzato al guadagno e alla popolarità.

2 Comments

  1. Inaccettabile discorso. Usare argomenti di critica dei media, di filosofia non serve che a confodere le idee. Da un fotografo ci si aspetta sempre la verità perchè ci si aspetta un documento. Se non avviene allora è una falsificazione. Semplice. Il fatto che succeda spesso non lo rende più accettabile

    • Che sia inaccettabile questa immagine ai fini del concorso in questione è indiscutibile Emanuele, concordo con te. Ho voluto però prendere ad esempio questo argomento per analizzare e discutere di come molte volte la fotografia si sia “macchiata” di questo deplorevole inganno per fini non sempre negativi – sarebbe ingiusto dire che è sempre sbagliato farlo e gli esempi sono davvero molteplici.

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