Specchi e Street Photograhy: l'unione fa la forza (?)

Specchi e Street Photography: l’unione fa la forza (?)

133 views

In queste settimane di duro lavoro ho potuto constatare il mio interesse nei confronti degli specchi, degli espedienti che già nell’epoca della pittura barocca erano molto apprezzati poiché enfatizzavano l’idea della prospettiva e delle dimensioni unificate. Nella Street Photography questi oggetti sono molto interessanti da sfruttare e per questo non ho potuto resistere all’idea di parlarvene.

Gli specchi alterano la nostra percezione della realtà…

La fotografia di strada moderna è fortemente influenzata dai grandi artisti del passato. Bresson, Friedlander, Klein, ecc.. hanno scritto una fase importante della storia di questo genere portando, tra più famose e prestigiose sale espositive mondiali, la loro visione della realtà.

Specchi Street Photography Gianluca De Dominici
© Gianluca De Dominici

Uno degli espedienti maggiormente apprezzati in tempi recenti sono gli specchi: oggetti facilmente ritrovabili all’interno dell’impianto cittadino che possono regalare, attraverso un’attenta disposizione del soggetto e del fotografo, degli scatti surreali o fortemente demistificatori. Il fotografo non deve far altro che posizionarsi in punto preciso della strada, magari vicino ad uno degli oggetti in questione, aspettare il momento adatto e successivamente scattare.

Fin qui sembra tutto molto semplice, ma esistono numerose varianti di questo approccio fotografico. Tali varianti vengono condizionate dalla qualità dello specchio, dalla sua grandezza e dalla sua forma. Non pensiate che quest’ultimo debba essere perfetto per poter scattare un’immagine convincente, anzi, i migliori risultati, quelli più ambigui ed eclatanti, vengono fuori sfruttando superfici rovinate o frantumate dal tempo.

Specchi Street Photography Lee Friedlander
© Lee Friedlander

Non c’è una regola ben precisa. Si può usare di tutto. Da un semplice specchio in un mercatino dell’usato, fino ad uno specchietto di una macchina o di un mezzo di trasporto. Lee Friedlander lavorò tantissimo in tal senso, riuscendo quasi sempre a creare una condizione di caos e di forte impatto visivo grazie alla commistione della porzione di realtà riflessa con il suo corrispettivo veritiero. Questo modo di procedere è molto divertente, ma può facilmente scaturire nella banalità e nella ridondanza.

Qualche accorgimento per sfruttare gli specchi nella Street Photography

Ogni specchio, soprattutto se non pulito adeguatamente, ha una sua forma e una sua potere di riflessione differente. Per questo il mio primo consiglio è di studiare attentamente come l’oggetto riflette e come il cambiamento della luce condiziona la qualità dell’immagine.

 Gianluca De Dominici Specchi Street Photography
© Gianluca De Dominici

Fermatevi un momento ad osservare il passaggio dei soggetti, cambiate spesso la prospettiva e l’altezza della vostra inquadratura. Dopo diversi tentativi riuscirete a capire quale taglio fotografico è il migliore. Gli specchi sono dei nemici testardi, possono regalare delle ottime soddisfazioni come anche delle fievoli illusioni.

Dalle mie piccole prove ho potuto capire come la presenza di molti oggetti o di scene surreali/confusionarie all’interno dell’inquadratura, funzionano meglio rispetto a scene più “pulite”. Il caos in questi casi è un punto a favore, un elemento da sfruttare e da enfatizzare grazie alla presenza dei nostri cari specchi cittadini. Non fatemi quindi scoraggiare dai primi risultati non soddisfacenti, vedrete che con un sano allenamento riuscirete a coordinare maggiormente l’istinto con la velocità di esecuzione.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

L'inusuale Street Photography di Stanley Kubrick
Precedente storia

L'inusuale Street Photography di Stanley Kubrick

I migliori scatti della settimana dei lettori del blog!
Prossima storia

I migliori scatti della settimana dei lettori del blog!

Gli ultimi da