Archivio Fratelli Alinari: è la fine di un’era per l’Italia?

Archivio Fratelli Alinari: è la fine di un'era per l'Italia?

Qualche giorno fa il mondo della fotografia ha ricevuto l’ennesimo colpo basso. La sede storica dei Fratelli Alinari, situata a Firenze, a causa della crisi economica, ha annunciato la sua dipartita creando un certo sgomento tra gli amanti della fotografia italiana e non. Pur essendo stata assicurata la salvaguardia di quei numerosi materiali presenti in questo archivio (negativi, stampe, provini, ecc..), rimane in grosso dubbio se potremmo ancora vederli e ammirarli in un futuro prossimo. Cosa si prospetta quindi per l’avvenire dell’archiviazione fotografica italiana?

Storia dell’archivio fotografico dei Fratelli Alinari

Prima di addentrarci nella discussione, mi sembra giusto fare un piccolo excursus storico di questo importantissimo archivio fotografico. La fondazione dei Fratelli Alinari nasce nel 1852, circa quindici anni dopo la creazione dell’apparecchio fotografico.

Sede Storica Fratelli Alinari Firenze
La sede storica dei Fratelli Alinari, Firenze

Leopoldo, Giuseppe e Romualdo capirono fin da subito le capacità e le potenzialità di questa nuovo modo di analizzare il mondo e così diedero vita ad un laboratorio-azienda che non aveva rivali nel territorio italiano. I loro soggetti prediletti erano i monumenti e le architetture del panorama storico-culturale dell’interno pianeta (con un taglio particolare ed unico), una scelta comunicativa che gli permise di farsi conoscere in tutto il mondo.

Alla morte di due dei fondatori, Romualdo e Giuseppe (1890), si chiuse la prima fase di questa piccola azienda ed iniziò, sotto la guida di Vittorio Alinari, la nuova fase che si protrarrà fino ai giorni nostri. Quella che era stata fino ad allora un piccolo laboratorio con pochi dipendenti, si trasformò in una vera e propria industria fotografica con importantissimi fotografi italiani nella cerchia dei lavoratori. Il loro operato documentò, quasi inconsciamente, il cambiamento sociale del nostro paese, garantendo una completa testimonianza storica e culturale del nostro passaggio in questo pianeta.

L’Italia e la fotografia: un rapporto ancora immaturo

Quando si inizia un percorso storico della fotografia, in un corso di laurea o semplicemente in un incontro informativo, si nomina sempre la Fondazione Alinari per l’immenso contributo che ha dato alla nostra e alle passate generazioni di fotografi. Già da questa piccolissima ma importantissima nozione, si potrebbe pensare che la fondazione viva di buona salute ma, come sappiamo, così non è.

Klaus Lehnartz Archivio Alinari
© Klaus Lehnartz (1972)

Sembra infatti che il fato abbia concesso ben altro futuro a questa “piccola” impresa che, in pochissimi anni, si è vista svalutata dal governo italiano senza ricevere nessun tipo di appoggio. Perché, se ancora non lo sapete, l’Italia solo alla fine del ventesimo secolo ha introdotto nella categoria dei beni culturali la fotografia, una cosa che fa davvero rabbrividire visto il contributo che questo mezzo ha dato a tutto il genere umano.

Se pensate che solo da pochissimo il nostro paese si è mosso per salvaguardare le immagini e i fondi più importanti, riconoscendone così il reale valore sociale, storico e culturale, il caso Alinari ci sembra solo l’ennesimo caso di una mancata opportunità per la nostra società. La possibilità di poter perdere questa immensa produzione artistica e storica, elaborata da moltissimi interpreti, mi rende molto triste ma, le recenti notizie in merito, sembrano poter regalare un sospiro di sollievo.

Lucas Vallecillos Archivio Alinari
© Lucas Vallecillos

Sembra infatti che la regione Toscana abbia preso a cuore, o almeno così pare, il caso Alinari proponendo un tavolo di crisi per appropriarsi di tutto l’archivio e successivamente renderlo disponibile a tutto il pubblico (in maniera gratuita). Se questo accordo dovesse rivelarsi essere vero, potremmo aspettarci una delle prime e vere operazioni culturali di caricatura fotografica nel nostro paese, sperando che questa iniziativa possa portare le altre regioni ad affrontare delle situazioni simili per il bene del nostro patrimonio artistico italiano.

Italia: è l’ora di darsi una mossa!

Da questa piccola parentesi è nato un discorso molto più ampio e so sicuramente che anche voi abbiate percepito una certa problematicità che ancora oggi vive il nostro paese. Pur essendo la fotografia ormai consolidata nella nostra cultura, ancora siamo testimoni di scelte molto discutibili date da una leggera ignoranza sull’importanza di questo mezzo comunicativo.

Penso sia arrivata l’ora per l’Italia di darsi una mossa, di avviare una piccola rivoluzione culturale che deve partire dalla salvaguardia e dalla messa in evidenza dei piccoli archivi fotografici diffusi in tutte le piccole e grandi città del nostro bel paese. Solo grazie a questa piccolo passaggio si può ridare spazio ed importanza ad opere che ancora oggi sono sconosciute o alla mercé di pochi.

Fonte: Fondazione Alinari

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